Messico: loro sono tutti Abarca | John M. Ackerman via Tlaxcala

 

 Messico: loro sono tutti Abarca

 

 John M. Ackerman جُون م. آکِرمان

Tradotto da  Francesco Giannatiempo

Editato da   Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

Vicente Leñero* e Alexander Mora**,

esempi di dignità ribelle e semi di rivoluzione,

in memoriam

 

La forza dell’effervescenza sociale e della solidarietà internazionale scaturite dal massacro di Iguala ha già superato gli avvenimenti messicani sia del 1968 come del 1994. Né lo storico movimento studentesco sessantottino, né l’enorme sollevazione dei nativi negli anni 90 hanno ottenuto in così poco tempo un rovesciamento tanto forte nella coscienza e nell’autodeterminazione sociale. I nuovi tempi di maturità civile, della comunicazione digitale e di franamento imperiale hanno facilitato il sorgere di un movimento nazionale la cui fiamma difficilmente potrà essere spenta a breve termine.

 

SIAMO TUTTI AYOTZINAPA
LORO SONO TUTTI ABARCA

“Oggi è un giorno nuvoloso e triste, ma questo crimine di Stato non rimarrà impunito. Se questi assassini pensano che piangeremo la morte dei nostri ragazzi, si sbagliano. A partire da oggi, ripudiamo il governo di Enrique Peña Nieto come assassino. Ci ascolti bene il presidente: potranno venire giorni di festa per quelli che non sentono dolore, ma non ci sarà riposo per il governo peñista. Se non esiste Natale per noi, non esisterà nemmeno per il governo. Sappiamo che la caduta di Alexander servirà affinché la rivoluzione fiorisca”.
 
 

Continua a leggere

Pubblicato in Ma Come Diavolo Parli?! | Lascia un commento

È ufficiale: gli USA sono il principale stato terrorista – di Noam Chomsky |via Tlaxcala

Novità? No, nessuna novità. Almeno per voi lettori di unlucano. Solo un dato più che ufficiale: gli USA sono il principale stato terrorista. Lo scrive, lo dichiara, lo ragiona e ne trae debite conclusioni Noam Chomsky. Come sempre, paradigmatica/sintagmatica_mente.

Questo è un articolo estratto da teleSUR, piattaforma multimediale orientata a guidare e promuovere l’unificazione dei popoli del SUD, utilizzando le informazioni dal SUD e con le persone al centro della loro visione.

La visione di Chomsky ricalca, riprende, accompagna, approfondisce e cita diversi eventi esemplari del terrorismo USamericano. Tre in particolare. Li riallaccia, argomentando questioni che ha trattato per una vita: la sconfessione della dottrina usamericana.

Continua a leggere

Pubblicato in Ma Come Diavolo Parli?! | 2 commenti

No Nascite, Sì Petrolio: Villa d’Agri, Spending Review e Idrogeno Solforato

Riprendo la nota – ahimè sindacalista – sulla chiusura del reparto di ostetricia e neonatologia dell’ospedale di Villa d’Agri. La decisione è frutto della spending review, che tutto taglia, tranne le emissioni di idrogeno solforato valligiano.

Fonte: Sarconiweb.it

L’ex-assessore regionale Attilio Martorano l’aveva fatta sua. La spending review. Aveva colto il concetto principe dettato dall’austerità e inaugurato con la prima dittatura bianca e canuta italiota del governo plutoligarmonarchico a consigliori di Mario Monti et successivi pupi.

Niente è stato rivisto, inoltre, quando l’ex-presidente della regione Basilicata – Vito de Filippo – dalle seggiole di via Verrastro s’è assettato su quelle di Roma, vestendo i panni di sottosegretario alla Sanità.

Perciò, in nome della razionalizzazione dei costi e dei relativi centri, anche nella super-spopolata Basilicata si operano tagli.

Continua a leggere

Pubblicato in Oil Posts, Quotidiani: dei fatti e misfatti Lucani | Lascia un commento

Dell’Essere al Tempo delle Recinzioni |tra_miti e re/visioni, passeggiando per ankon

Dell’Essere al Tempo delle Recinzioni, citando Heidegger e sostenendo Derrida, per i tra_miti di re/visioni e una passeggiata in Ankon. Una jacquerie-in_determinazione sul presente, al di là di ogni recinzione. Storia di un uomo nudo coperto solo da una giacca, seppur specchiato da una mu(sic!)a reale, inconfutabilmente terrena e dai tratti femminei.

Tal_es se vi piace:

Dell’Essere al Tempo delle Recinzioni

Pubblicato in Tal_Es | 1 commento

Bilbao: Arrivano le Tar Sands nella Fortezza UE | Inizia l’Era del Petrolio SuperContaminante – Ekologistak Martxan

Riprendo questa notizia dagli attivisti ambientalisti baschi di Ekologistak Martxan (Ecologisti in Azione). A Bilbao ha fatto scalo una petroliera con un enorme carico di sabbie bituminose (tar sands per gli amanti dell’anglicume), dando l’inizio a un’era di petrolio super-contaminante.

Come se non bastassero tutti i drammi ambientali e sociali, congiunti o disgiunti, ecco che la Fortezza Ue-ropa dà seguito agli accordi TTIP con gli USA  e il Canada, dotandosi e incamerando il sudiciume imperiale.

Tutto questo accade nel più lurido dei silenzi di regime: l’in_sabbiamento continua più sporco di prima!

NB -Troverete molti link da wikipedia: non è pigrizia, ma elementare uniformità di fonte.

 

Inizia l’era del petrolio supercontaminante

di Ekologistak Martxen

traduzione e note di Francesco Giannatiempo

 29 maggio 2014

A Bilbao, questa mattina, è arrivato dal Canada il primo carico di petrolio derivato da sabbie bituminose, destinato alla raffineria di Muskiz. Questo fatto segna l’inizio dell’era del petrolio sporco nella Ue. Petrolio e prodotti derivati relativi molto più contaminanti e con rischi ambientali e sociali di gran lunga superiori ai tipi di petrolio di genere convenzionale. La Repsol è una delle compagnie petrolifere che lucreranno con l’importazione massiccia di questa tipologia di petrolio. Per questa ragione, diversi attivisti convocati da Ekologistak Martxan e dall’associazione coordinatrice anti-coke, si sono radunati per dimostrare il proprio rifiuto all’ingresso in raffineria

Continua a leggere

Pubblicato in Ma Come Diavolo Parli?!, Oil Posts | Lascia un commento

Argentina: La Protesta Sociale non deve essere un Crimine – Unión de Asambleas Ciudadanas via OPSur

In Argentina, i movimenti di natura sociale sono da molto tempo in grande fermento. Soprattutto, ma non solo, contro le opportunità di sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Un esempio sono gli accordi stretti l’anno scorso dalla presidente Kirchner tra YPF – compagnia nazionale – e Chevron, per la ricerca e lo sfruttamento non convenzionale di idrocarburi anche a mezzo di fracking. Tra le aree interessate, v’è quella Terra del Fuoco molto presente nell’immaginario collettivo e nella memoria di chi ha avuto occasione e fortuna di poterla visitare.

Ma non è solo questo. Quello che l’Unione delle Assemblee Cittadine denuncia nella dichiarazione che segue, fa parte di un malessere generale, molto più diffuso di quanto non sembri, o si faccia finta di non vedere o tollerare. La militarizzazione, la repressione e la criminalizzazione sono presenti dovunque, anche se sotto diverse forme e applicazioni.

La sostanza rimane sempre la stessa: negare il diritto alla protesta, preambolo e veicolo per una diversa proposizione di intenti. Le leggi che vengono applicate in tal senso, devono essere radicalmente contrastate. E si sa che le leggi vengono scritte da chi ha solo interesse a proteggere e tutelare il sistema di chi lo ha votato e insediato in centri di potere. Le leggi, sebbene cerchino teoricamente una giustizia larga – benché mai totale nell’attuale modello di società -, alla fine servono semplicemente al capitale e ai capitalisti nella perseveranza, nel mantenimeto e nella propagazione del modello nord-occidentale o di altre più manifeste dittature, del consumo di prodotti inutili, del consumo di territori, del consumo dei diritti e della libertà di grandi come di più ristretti gruppi minoritari per cifra demografica.

La protesta sociale, ormai, è alla mercè del paradigma del terrorismo. Un esempio che ci tocca da vicino  in italistan è quello della TAV in Val di Susa, dove quattro persone – Chiara, Claudia, Mattia e Niccolò  – sono ingiustamente detenute dal 9 dicembre 2013 con l’accusa di terrorismo.

Ecco, gli argentini promotori della resistenza sociale contro leggi ingiuste e accaparramento territoriale e sociale, così si esprimono:

Ripudio delle politiche e delle leggi che criminalizzano la protesta sociale

Dichiarazione della Unión de Asambleas Ciudadanas

di OPSurObservatorio Petrolero Sur

traduzione e note di Francesco Giannatiempo

Continua a leggere

Pubblicato in Ma Come Diavolo Parli?!, Oil Posts | Lascia un commento

Manifestazione 4 giugno in Lucania: Lancillotto a Camelucanot?

Mercoledì 4 giugno 2014 si terranno diverse manifestazioni a livello nazionale. E ce ne sarà una che riguarda la Lucania e il petrolio: esiste un Lancillotto a Camelucanot?

Fondamentalmente, quella che spicca di più su tutte è la convocazione da parte dei sindacati per gli operatori dei call center in vista della lotta contro la delocalizzazione e del mantenimento degli impegni presi in sede di trattative precedenti. Un approfondimento su tutti è il notizione dei uno dei giornali di regime, repubblica.

Per esempio, lo stesso giorno, al MISE, ovvero ministero delle sviluppo economico (come sempre, cari lettori di unlucano, il minuscolo ha un suo perchè semiotico!), è fissato l’incontro con la Piaggio Aero Industries – di cui trovate il link con gli accenni storici – per discutere dell’ordine del giorno che attanaglia un pò tutto il sistema industriale ed economico italico: chiusura aziendale e/o filiali e/o siti produttivi, con i conseguenti drammatici esuberi a latere. Notizia su Savona News.

Il MISE, per il governo scelto da e con a capo un presidente del consiglio non eletto, è attualmente presieduto da Federica Guidi. Urge ricordarlo, se qualcuno non lo avesse già fatto abbastanza, che la neo-ministra per le attività e lo sviluppo economico ha questa biografia. La Ducati Energia, azienda di famiglia e sdoppiata dalla più celebre Ducati Motor, ha questo gruppo e questo produce. Non pare quindi solo questione di lobbying – sempre esistita, solo che si chiamava diversamente – o di elementari conflitti di interessi: come sempre, la realtà supera i confini della più semplice e innocua immaginazione.  

Continua a leggere

Pubblicato in Oil Posts, Uncategorized | Lascia un commento

La Finanza è un Gioco di Potere – Lars Schall intervista Nomi Prins autrice di “Tutti i banchieri dei presidenti” – Tlaxcala

Nomi Prins era una banchiera di Wall Street. Ora è un’autorevole giornalista del settore finanza e autrice di libri. E’ autrice, tra gli altri, del libro pubblicato ad aprile 2014 “Tutti i banchieri dei presidenti: le alleanze nascoste che guidano il potere americano“.

Alla fine dell’intervista rilasciata a Lars Schall – tradotta e pubblicata su Tlaxcala – dichiara: “Ora, da scrittrice ho una vita senz’altro migliore di quando lavoravo come banchiera, perché ritengo di avere la coscienza a posto“.

Tra l’introduzione e la fine, ci sono moltissimi accenni ed episodi delle ricerche effettuate da questa donna ex-banchiera di Chase Manhattan, Bearn Stearns, Lehman Brothers e Goldman Sachs che possono essere senz’altro di aiuto a comprendere la trama – non le trame – che costituiscono il tessuto fitto e difficilmente districabile del comatoso sistema globale e globalistico in cui viviamo.

Narra in quest’intervista-fiume dei perchè, delle occasioni – talune accidentali – degli incontri, delle opportunità, dei concetti e delle filosofie, delle strategie che, dagli albori del secolo scorso quando già si verificò il panico del 1907 – cioè in anticipo sul 1929 e sul primo conflitto mondiale -, hanno costituito la base del moderno e contemporaneo modello di società. Di un sistema fallimentare tenuto appositamente in vita, perchè altrimenti cadrebbero istituti e istituzioni, della politica e della finanza. E l’iniezione quotidiana per prolassare il coma sistemico da allora è nata con uno dei farmaci più potenti al mondo, se non l’unico: Federal Reserve.

Protratto poi, dopo Bretton Woods e il gold standard, con la Banca Mondiale e il FMI. Ma è la Fed, come viene più comunemente etichettata, a tenere in mano la giostra di Wall Street, il primo e più importante indice borsistico al mondo a cui tutti pagano volentieri un biglietto per fare un giro, giocarsi il presente e obliterare definitivamente il futuro.

A un certo punto, Lars Schall le pone la fatidica domanda, quella che credo ognuno di noi  vorrebbe porre a una persona che è stata così dentro il sistema, ai più alti livelli: la creazione della Fed è stata una cospirazione?

Nell’articolo potrete trovare numerosi spunti, alcuni già noti o facilmente intuibili per i lettori di unlucano. Altri, invece, sono aspetti storici interessanti che aggiungono tasselli reali a quello che ognuno di noi tante volte può solo immaginare. Ma alla fine, si deduce sempre la stessa cosa:

“La finanza è un gioco di potere”

Intervista di Nomi Prins, autrice di Tutti i banchieri dei Presidenti

Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://goldswitzerland.com/finance-is-a-power-game-nomi-prins/
Data dell’articolo originale: 19/05/2014
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=12394

Pubblicato in Ma Come Diavolo Parli?! | Lascia un commento

Una Proposta di Futuro – di A. Turiel via Olandese Volante

Il futuro sembra sempre più stringente. Certamente, a voler seguire la coniugazione del presente, pare davvero strano riuscire a pensare al futuro. Sembra mancare il tempo. E c’è però chi azzarda pure delle proposte. Appunto, proposte per il futuro!

Ma la partenza è lo stato presente. Problemi attuali che legano senz’altro energia e capitalismo, ambiente e finanza speculativa, crisi dei mercati e sfruttamento predatorio delle risorse dei territori, rispondendo all’unico, unilaterale bisogno sistemico di riprodurre, moltiplicare e intensificare all’ennesima potenza il modello di sviluppo e di gestione a_sociale portandolo, presto più che tardi, a un infarto, a una disrupzione, che ne causerà immediatamente l’arresto. Intanto, l’esclusione!

La domanda, posta da Antonio Maria Turiel e brevemente anticipato per gli amici de L’Olandese Volante, è semplice: perchè riprodurre un sistema basato sull’infinito all’interno di un sistema finito? E perchè, soprattutto, farlo non su un modello matematico ipotetico, bensì in un sistema fisico reale, come è il pianeta terra?

A questa domanda, sottesa da alcuni accenni all’economia, alla finanza, all’energia e a tutti gli insulsi che propendono per alternative  sempre più assurde quanto abominevoli o solo impossibili  e non risolutive, si affiancano delle proposte. Non sono di certo proposte integrali o integraliste. Ma trovano un loro perchè. E risultano altrettanto valide, perchè mediate, perchè rivolte al sempre più vicino acuirsi della crisi che porterà a una transizione.

Chi pensa alla transizione? E come fare per affrontarla?

Qui, dalle pagine degli

Ultimi a Bordo de L’Olandese Volante

Una proposta di Futuro

di Antonio Maria Turiel

Antonio Maria Turiel è laureato in Fisica, Matematica, Dottore in Ricerca di Fisica Teorica ed Esperto Scientifico titolare all’Istituto di Scienze Marine del CSIC, Consiglio Superiore per le Ricerche Scientifiche – Spagna.

Pubblicato in Oil Posts | 1 commento

Frack Democracy o Democrazia del Fracking – un film di Lech Kowalsky

A poco più di un anno dalla costituzione di No Fracking Italy, di sotto propongo un film di Lech Kowalsky prodotto da Odile Allard, con la collaborazione di numerosi attivisti europei,  tra cui Antoin Simon e Grace Murray. 

Le immagini e i contenuti di questo lavoro sono stranoti agli attivisti ambientalisti e alle persone attente a ciò che succede realmente intorno, senza farsi distorcere dall’informazione dopata, stordente e telecomandata.

La sua  diffusione serve a capire una volta di più quale landa fascista lobbytomizzata  sia la Fortezza Ue-ropa.

 

Democrazia del Fracking

Un documentario di Lech Kowalski

prodotto da Odile Allard

sottotitoli in italiano Francesco Giannatiempo

“Il gas di scisto non è piu’ una delle tante opzioni in Europa, ma una realtà. L’esplorazione è in corso in diversi paesi europei e vaste aree sono già state designate per essere sottoposte ad eventuali processi di fratturazione.

Il film di Lech Kowalski analizza la realtà dell’esplorazione di gas non convenzionali in tre comunità: a Zurawlow, Polonia; a Balcombe, Regno Unito; e a Pungesti, Romania. Quando le multinazionali impongono la propria agenda sui cittadini, la democrazia è rimessa in questione e spesso i media non riportano alcuna opposizione alle attività di fratturazione.

Questo film descrive la realtà di situazioni concrete e racconta la storia della produzione estrema di energia attraverso la testimonianza delle sue potenziali vittime.”

 In una e-mail ricevuta da Heike Leberle – Consulente sulla politica energetica Greens/EFA Group al parlamento di Strasburgo, si riportano i vari link alle versioni dei sottotitoli disponibili:

Inglese: http://www.greens-efa.eu/frack-democracy-12325.html

Romeno (Cristian Bulumac ):http://www.greens-efa.eu/lech-kowalski-frack-democracy-12415.html

Polacco (Tomasz Golinsk):http://www.greens-efa.eu/lech-kowalski-frack-democracy-12436.html

Francese:http://www.greens-efa.eu/frack-democracy-12369.html

Italiano:http://www.greens-efa.eu/democrazia-del-fracking-12345.html

Tedesco:http://www.greens-efa.eu/frack-democracy-12376.html

Link generale:http://stopclimatechange.net/meta/article/article/884/

Ora che chi non poteva, può sapere, c’è solo bisogno di larghissima diffusione.

 

NB

V’è forse necessità di ribadire che non parteggio per alcun partito politico? Che non voterò? Oltre a dire che il lavoro di traduzione è stato fatto nel più puro spirito volontario? 

 

Pubblicato in Oil Posts | 2 commenti